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Essendo la patologia molto più frequente in questo sesso, il 91% dei pazienti sono maschi. 

L'età media dei pazienti era di 24 anni per le femmine e 25 anni per i maschi, con un minimo di 11 anni ed un massimo di 57. 

Per il petto escavato, l’intervento di prima scelta è oggi l'intervento con tecnica mini invasiva secondo Nuss, impiegato ormai nella grande maggioranza dei pazienti.

l’intervento di Ravitch per il petto escavato è riservato ai pazienti che non desiderano impianti di metallo, oppure in casi particolari.

Per gli altri tipi di difetto, il petto carenato o il pectus arcuatum, l'intervento di scelta è quello di Ravitch opportunamente modificato.

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Inizialmente la tecnica di Nuss era riservata ai pazienti più giovani, con difetti non troppo pronunciati, ma oramai grazie alla maggiore esperienza acquisita, che permette di correggere difetti anche importanti con opportune strategie, la gran parte dei casi è affrontata con tecnica mini-invasiva indipendentemente dall’età, dalla corporatura e dall’entità del difetto.

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L’età media dei pazienti va dai 10 ai 46 anni, con una media di 25 anni. Dei 214 casi finora trattati con tecnica di Nuss, il 24% avevano meno di 18 anni, circa il 50% aveva una età compresa fra il 18 i 29 anni, ed il 27% più di trent'anni.

La tecnica originale del dottor Nuss, sviluppata all’inizio per i pazienti pediatrici prevedeva l’uso di una sola barra posizionata nel punto della massima depressione e fissata lateralmente con i cosiddetti stabilizzatori.

Nella radiografia si osserva un impianto posizionato secondo la tecnica originale, con una barra di misura grande, fortemente incurvata sui lati, e con uno stabilizzatore sulla sinistra.

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Queste sono tuttora le raccomandazioni in molti centri, compreso l’ospedale pediatrico di Norfolk, Virginia (USA) dove esercitava il Dott. Nuss.

Con l’esperienza, la tecnica è stata modificata basandomi in parte sugli insegnamenti del Dott. Hans Pilegaard, pioniere della tecnica di Nuss negli adulti.

Nella fotografia, il Prof. Hans Pilegaard con me in sala operatoria per un intervento di Nuss nel Giugno 2007.

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Dato che la maggioranza delle pazienti che si rivolgono a me sono maschi adulti con corporatura piuttosto robusta, è abituale utilizzare più di un impianto per correggere meglio il difetto, con minor dolore post-operatorio. L’uso degli stabilizzatori è praticamente cessato dal 2009

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Il tempo operatorio medio per l'intervento di Nuss è di 77 ± 34 minuti, e varia a seconda dell’età, della gravità del difetto, e del numero di impianti che devono essere posizionati. Per l'intervento di Ravitch, il tempo operatorio medio è di 229 minuti, e varia a seconda dell'età, della corporatura del paziente, e del grado e tipo di deformità.

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I tempi operatori mediani negli anni si sono notevolmente ridotti a dispetto del fatto che si usa più frequentemente un numero più alto di barre, in conseguenza dell’affinamento della strategia intraoperatoria, ed alla migliore selezione dei casi.

La degenza post-operatoria media è di 4 giorni, e solo il 25% dei pazienti è rimasto in ospedale più a lungo.

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Le complicazioni più frequenti sono la polmonite, lo pneumotorace residuo (che non sempre richiede trattamento) ed il versamento pleurico.

Rare complicazioni includono pericardite e frattura trasversale dello sterno. Non si sono mai sviluppate complicazioni (descritte in letteratura) quali lacerazioni cardiache o emorragia intraoperatoria grave.

Una complicazione infrequente ma che può compromettere in parte il risultato dell’intervento è la lacerazione dei muscoli intercostali (stripping) dovuta allo sforzo esercitato sui punti d’appoggio della barra. Può avvenire in pazienti maschi, adulti e con cassa toracica robusta e rigida.

La percentuale di complicazioni di ogni genere è circa del 25% con l’intervento di Nuss, ma solo nel 7% circa esse hanno richiesto misure invasive per contrastarle, come ad esempio un nuovo drenaggio.

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In 7 pazienti (4%) è stato necessario re-intervenire chirurgicamente per riposizionare un impianto, per infezione di ferita o per fratture sterno-costali. Nel grafico sotto, questi pazienti sono rappresentati dai segmenti rossi delle barre. L’ultimo caso si è verificato nel 2012.

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Per l’intervento di Ravitch le percentuali di complicazioni sono simili, con una lievemente maggiore incidenza di reintervento (Grado IIIb).

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Il dolore postoperatorio dopo intervento di Nuss

Il dolore può essere severo nelle prime 24 ore e deve essere prevenuto con adeguate contromisure.

La contromisura standard nel mio reparto è l’analgesia endovenosa con oppioidi per 24-48 ore dopo l’intervento, e di antiinfiammatori per via orale: con queste misure, il dolore è ridotto significativamente ed Il paziente è in grado di alzarsi dal letto il giorno successivo all’intervento ed iniziare gli esercizi respiratori.

Esistono comunque altre forme efficaci di trattamento del dolore. Normalmente oltre il 90% dei pazienti smette di aver bisogno di antidolorifici su base quotidiana entro un mese.

La persistenza di dolore postoperatorio oltre le 4 settimane è una complicazione rara (<5%).

Risultati della correzione

Nella mia esperienza, si sono avuti risultati completamente soddisfacenti in oltre il 90% dei pazienti ed un miglioramento spiccato con qualche difetto residuo in un altro 8% dei casi. Un solo caso nel 2007 non ha potuto essere corretto per cedimento delle strutture (stripping).

Su una scala da 0 a 10, il 95% dei pazienti ha espresso un punteggio da 8 in su.

Grado soddisfazione