Le biopsie per malattie della pleura o polmone, come nel caso di patologia croniche, e della pleura (la sottilissima membrana che ricopre il polmone e riveste all'interno la gabbia toracica)

Il trattamento del versamento e dell' empiema pleurico del versamento pleurico (accumulo di liquido nel torace), recidivante o refrattario alla terapia medica

il trattamento dello pneumotorace (accumulo di aria nello spazio pleurico con conseguente collasso polmonare)

Asportazione di cisti, o di piccoli tumori benigni

Oggi è una realtà in via di consolidamento anche per la patologia toracica maggiore, laddove sta dimostrando evidenti vantaggi in confronto con la chirurgia tradizionale aperta anche nella terapia definitiva di malattie gravi ed impegnative, quali il carcinoma polmonare.

La chirurgia VATS diminuisce sensibilmente il dolore, il rischio di complicazioni postoperatorie, e la durata della degenza postoperatoria, con un più rapido ritorno alle attività lavorative o alla vita normale.

L'intervento in VATS ha mostrato di produrre un minore impatto negativo sulla funzionalità respiratoria. Non ultimo, l'aspetto estetico è maggiormente salvaguardato, con 2-3 cicatrici minime e poco visibili in confronto alla tradizionale toracotomia.

I progressi tecnologici hanno portato negli anni 2000 anche all'avvento della chirurgia mini-invasiva robotica (R-VATS). In questo caso, il chirurgo controlla i movimenti del robot all'interno del corpo da lontano, tramite una console. I moderni robot hanno il vantaggio di riprodurre all'interno del corpo movimenti simili a quelli delle mani, facilitando l'esecuzione di alcune manovre. L'unico problema del robot è il costo d'esercizio, sensibilmente superiore a quello della VATS, ma è probabile che i costi siano nei prossimi anni destinati a diminuire.

E' quindi oggi possibile con tecniche mini-invasive affrontare la terapia dei tumori del polmonetumori dell'esofago, le metastasi polmonari da tumori di altre sedi, i tumori del mediastino (la parte del corpo in mezzo ai due polmoni dove si trovano il cuore, l'esofago, la trachea, vasi sanguigni e nervi) come il timoma, il teratoma, il neurinoma, il lipoma mediastinico

Menzione a parte meritano:

la terapia del timoma e della miastenia gravis (una malattia neurologica che causa indebolimento dei muscoli volontari, ad esempio del capo e collo con difficoltà a parlare (rinolalia) ed a deglutire (disfagia), degli occhi con visione doppia (diplopia), e nei casi gravi anche crisi respiratorie. In molti di questi pazienti, l'asportazione del timo è seguita dalla diminuzione dei sintomi o dalla guarigione e permette di ridurre a o addirittura di non somministrare più cortisone e farmaci immunosoppressori. Il trattamento mini-invasivo in VATS di questa condizione è oggi possibile con risultati ottimi, e tutto paragonabili a quelli che si ottengono con la chirurgia tradizionale aperta e con una degenza postoperatoria di soli 2-3 giorni

la terapia chirurgica delle malformazioni della parete toracica (pectus excavatum o petto escavato) dove è oggi possibile ottenere con la Tecnica mini-Invasiva in VATS dei risultati assai lusinghieri se ci si affida a medici chirurghi con specifica esperienza.

In quali patologie del torace la VATS non è adatta?

In line a di massima, la VATS non è adatta per interventi allargati per lesioni molto grosse, con invasione delle strutture vicine, dove sono spesso necessarie delle procedure ricostruttive dopo l'asportazione, come ad esempio per l'asportazione del mesotelioma pleurico, del tumore di Pancoast (una rara forma di tumore che colpisce l'apice del polmone e le prime 1-2 coste), o di grandi masse tumorali della parete toracica, che coinvolgono le coste o lo sterno;
infine per certe lesioni di natura infiammatoria che causano aderenze tenaci con i delicati vasi sanguigni del polmone come il micetoma, le lesioni da TBC (oggi rara ma in ascesa per l'arrivo di immigrati dove è una condizione frequente) o le bronchiectasie croniche

In questi casi, i vantaggi della VATS sono controbilanciati dall'allungamento dei tempi operatori, dato che le stesse manovre in chirurgia tradizionale sono eseguibili con maggior facilità e maggior sicurezza per il paziente.

Le indicazione della chirurgia mini-invasiva toracica si stanno ampliando col tempo, man mano che i chirurghi acquisiscono maggiore dimestichezza con la tecnica, per cui interventi una volta considerati proibitivi oggigiorno possono in alcuni casi essere affrontati con tecnica mini-invasiva se il chirurgo è sufficientemente esperto.